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Editore: QED
Reparto: Letteratura italiana: testi
ISBN: 9791281751163
Data di pubblicazione: 28/03/2025
Numero pagine: 112
Collana: Steresis
Rocco Giudice sembra sfidare volutamente ingiunzioni e interdizioni, occasioni e ovvietà invalse da molto tempo nella poesia. Lo spazio in cui si svolge il tempo che queste poesie reclamano a ogni mitologia consolatoria e in cui fissare un mondo le cui coordinate e ordini di grandezza appartengono a chi lo rivive anche quando esso sembra escluderlo, è definito dalle figure dell'assenza: la madre e le donne amate inutilmente o perdute; i luoghi dimenticati o mutati e scomparsi alla vista; un tu non interlocutorio, ma interpellato come controparte di un doppio da cui districare identità fuse in una trama in cui i soggetti sfumano o si confondono ricoprendo ruoli diversi o coincidendo nella voce cui sono affidate: tutto è ritrovato in una escursione condotta entro una cornice lessicale perentoria: luce, ombra, sole, notte, pioggia, silenzio, canto, rosa, cuore. Termini di una dicotomia irresolubile o usurati, ormai, destituiti di valenza simbolica, ma legati in linea d'aria a filo doppio da un respiro che non si rassegna ad altro destino che non sia la forma, che non dia forma al mondo che ne è rievocato. Tutto si riconduce all'immagine del giardino: reminiscenza edenica laicamente proporzionata a una dimensione personale, ma non privata, di emozioni, di esigenze, di attese scandite da stagioni climatiche, anziché storiche, da circostanze ricorrenti, piuttosto che da emergenze in corso. Il filo del verso, che non può tenere aperte né rimarginare ferite, scioglie dal labirinto quel giardino.
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