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Editore: Aragno
Reparto: Letteratura italiana: critica
ISBN: 9788893803618
Data di pubblicazione: 30/11/1999
Collana: Biblioteca Aragno
Se è vero che è necessario leggere l'Italiano del 1972, cioè il capolavoro di Giulio Bollati, per riappropriarsi di una coscienza civile perduta, di un tormento etico che riguarda il concetto di Italia come nazione che ha smarrito la bussola e il proprio posto nel mondo in mezzo alle molteplici sfide della modernità industriale, bisogna riprendere in mano anche queste pagine giovanili che tracciano un filo sotterraneo tra l'Ottocento romantico italiano e le colpe degli intellettuali novecenteschi. Nei confronti delle masse tradite e imbrogliate, escluse dalla Storia, mentre viene raccontato loro di esserne finalmente protagoniste. Un'indagine, iniziale, embrionale, dunque, ma coraggiosa. Nel segno di un radicale oppositore dei compromessi più ipocriti e delle mistificazioni nazionalistiche, Leopardi, vero eroe del giovane Bollati (controfigura favorita, alter-ego dell'intera vita). In fondo, Giulio Bollati, noto per il suo carattere diplomatico, per le sue doti di dirigente editoriale accortissimo, si rivela qui oppositore radicale a sua volta di un mondo che spera di modificare, in senso più egualitario e "giusto". Con furore e sapienza, con visione e coscienza costante del garbuglio del reale e delle menzogne che lo compongono. Dalla "Preistoria della Modernità", diremmo, fino alle apocalissi quotidiane del suo impero finalmente realizzato.
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