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Editore: Nuova Prhomos
Reparto: Architettura
ISBN: 9788868537944
Data di pubblicazione: 29/11/2025
Numero pagine: 312
La pubblicazione raccoglie i contenuti di una serie di quaderni didattici, opportunamente rielaborati, e di studi inediti frutto di ricerche condotte, nel corso degli anni, prima con gli studenti del Corso Geometri dell'ITCG "Ippolito Salviani" e poi con quelli dell'Indirizzo Costruzioni, Ambiente e Territorio dell'Istituto Tecnico "Franchetti-Salviani" di Città di Castello. Le attività realizzate nell'ambito del percorso "Architettura e territorio", promosso dai docenti Giovanni Cangi e Marco Conti e dai Dirigenti Roberto Marcucci, Dante Giannini, Rossella Mercati e Valeria Vaccari, hanno visto il supporto di docenti, personale, enti, professionisti, cultori ed esperti di settore. L'Alta Valle del Tevere, un territorio con una conformazione ad anfiteatro sottolineata da Plinio il Giovane nella lettera all'amico Apollinare, si è sempre caratterizzata come cerniera di collegamento fra i mari Tirreno ed Adriatico ed in particolare fra due delle vie che risalivano la penisola ai lati dell'Appennino: la Cassia ad Ovest, che da Arezzo devia sulla Valle dell'Arno, e la Flaminia ad Est, che all'altezza della Gola del Furlo si immette nella valle del Metauro, per raggiungere Fano. Fra le pieghe appenniniche si sono invece create le condizioni per favorire raccordi trasversali, fra cui i più importanti sono a Nord la Via Ariminensis (oggi Via Maggio, da Via Maior), che da Arezzo si proietta verso Rimini attraverso la Valmarecchia, ed a sud la direttrice della Valnestore verso Chiusi, che intercetta la Flaminia in corrispondenza del Furlo. Non è un caso che l'Alta Valle del Tevere abbia costituito lo scenario dello scontro fra bizantini e longobardi e prima, alla metà del VI secolo, fra goti e bizantini, tanto da conservare memorie e testimonianze di epoca tardo antica e altomedievale, che ne fanno un contesto particolare. Proprio partendo da questa conformazione territoriale e dall'assetto della viabilità storica, con particolare riferimento alle arterie di attraversamento che fin dall'antichità mettevano in comunicazione le aree tirreniche con il versante adriatico, viene subito proposta l'analisi critica del complesso mosaico che intreccia la dimensione fisica e morfologica dell'Alta Valle del Tevere con la sua millenaria dinamica antropica (Inquadramento territoriale e viabilità storica) e del territorio attraverso una serie di mappe storiche (Le carte di Leonardo). Vengono quindi analizzati una serie di luoghi e di architetture frutto di una ricognizione del ricco patrimonio culturale, a volte sconosciuto, che caratterizza il nostro territorio. Fanno da ideali capisaldi di questa prima parte il Duomo biturgense e la Cattedrale tifernate, sentinelle silenti della vallata, che vediamo rilevate con il laser scanner, nelle figure della pagina seguente. Si parte da Sansepolcro con il Duomo di San Giovanni Evangelista, per passare alla Repubblica di Cospaia ed alla Baronia di Monte Ruperto, a San Giustino con la Valle del Vertola, alla Abbadia d'Uselle con le piccole chiese di Cantone, Pescio e Vallurbana, a Lerchi ed infine a San Biagio di Cerbara. Si arriva quindi a Città di Castello con la Chiesa della Carità e gli ordini cavallereschi, San Pietro della Scatorbia e l'ex convento di San Filippo, per concludere questa prima panoramica con la Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. Nell'appendice vengono approfonditi alcuni argomenti che hanno valenza territoriale e trasversale per le tematiche affrontate: Orientamenti sacrali nelle chiese romaniche, Architetture religiose e tradizioni di culto, Memorie architettoniche, Mulini idraulici, Il terremoto di Citerna e Monterchi del 26 aprile 1917 ed I bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale.
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