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Editore: Einaudi
Reparto: Economia
ISBN: 9788806270971
Data di pubblicazione: 19/02/2026
Numero pagine: 288
Traduttore: Manna A.
Collana: La biblioteca
Il neoliberismo ci ha promesso un mondo di crescita illimitata, progresso condiviso e mercati aperti. Ma ciò a cui stiamo assistendo è l'ascesa di un capitalismo ben diverso: protezionista, dominato da monopoli, altamente militarizzato. È il capitalismo della finitudine: nel XVI e XVII secolo la sua forma era la lotta tra le potenze europee per il controllo di colonie e mercati, poi si è ripresentato con la competizione imperialistica sfociata nei due conflitti mondiali. E oggi ha il volto di Trump e Xi Jinping. «Come ci ricorda Orain, il capitalismo autoritario e predatorio è la forma reale che il liberalismo economico ha spesso assunto nella storia. Una lezione essenziale per comprendere il nostro presente». Thomas Piketty Che cosa succede quando un sistema economico fonda il proprio funzionamento sulla consapevolezza che le risorse del pianeta non sono infinite? È da questa domanda che parte Arnaud Orain, economista e storico francese, nel suo nuovo saggio:La confisca del mondo. Un libro ambizioso, che attraversa cinque secoli di storia per delineare le forme di un capitalismo che ha sempre saputo - o temuto - che il mondo fosse finito, limitato, chiuso. Orain definisce questo modello «capitalismo della finitudine»: un sistema che non si basa sull'espansione illimitata, ma sulla predazione, sulla corsa all'accaparramento e al controllo delle sempre piú scarse risorse del pianeta. Dal colonialismo europeo tra Cinque e Settecento all'imperialismo novecentesco, fino alla competizione globale contemporanea per le materie prime, i corridoi energetici, le infrastrutture digitali e persino lo spazio, il libro ricostruisce come la consapevolezza della «fine» abbia generato dinamiche sempre piú aggressive e monopolistiche. Ne esce un affresco inquietante e lucido, in cui il mercato non è mai davvero libero, ma intrecciato a forme di potere politico, militare e tecnologico che mirano alla cattura degli ultimi spazi ancora disponibili. Orain rilegge in chiave storica le trasformazioni del capitalismo attuale, mostrando come la fine dell'abbondanza coincida con una nuova epoca di conflitti per la gestione del limite.La confisca del mondo è un saggio dall'orizzonte ampio, che ci rivela le logiche profonde che governano il presente e prefigurano il futuro dell'economia globale. «Il ritorno di Trump, le nuove rotte della seta, la militarizzazione delle rotte commerciali: tutto conferma che stiamo entrando in un capitalismo apertamente predatorio, violento erentier». «Le Monde» «Un libro che restituisce un senso alla brutalità trumpista, alle offensive dei giganti del digitale, all'accaparramento dei terreni coltivabili in tutto il pianeta e agli investimenti straordinari della Cina nella sua marina militare». «Mediapart»
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